D’ora in avanti anche in Italia ci saranno i “dottori in chiropratica” iscritti ad un registro che per i cittadini rappresenterà la garanzia di affidarsi, letteralmente, a “mani” sicure. La nuova figura è sancita dall’articolo 335 della Finanziaria 2008 che prevede, appunto, la creazione, al Ministero della Salute, di un registro in cui verrà iscritto chi ha un diploma di “laurea in chiropratica” o un titolo equivalente.

Come si legge nella nota che accompagna l’articolo: “Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore ed esercita le sue mansioni (…) come professionista sanitario di grado primario (ndr: lo stesso che spetta ai medici, anche se i chiropratici non sono medici). Il chiropratico può essere inserito e convenzionato nelle o con le strutture del Servizio sanitario nazionale”.

Ma visto che in Italia finora non sono stati istituiti corsi di laurea in questa materia, chi potrà iscriversi iscriversi a questo registro?
“Effettivamente alcuni aspetti sono ancora da definire – commenta John Williams, presidente dell’Associazione italiana Chiropratici –. La nota della Finanziaria non chiarisce infatti l’esatto profilo professionale del dottore in chiropratica, accennando genericamente a possessori del diploma di laurea o titolo equivalente. Come associazione ci auguriamo che per l’accesso al registro siano rispettati gli standard internazionali secondo i quali per potersi definire chiropratico bisogna aver seguito un iter di studio di almeno cinque anni, dopo il diploma di scuola superiore, in università e scuole riconosciute dalla Federazione internazionale della chiropratica. Per ora corsi universali simili in Italia non esistono e i chiropratici italiani “laureati” si sono formati all’estero, per esempio negli Stati Uniti, ma ora si apre la strada per la creazione di corsi anche qui”.

In Italia i chiropratici laureati in scuole riconosciute a livello mondiale sono circa 300, ma non mancano operatori che si spacciano per chiropratici senza averne i requisiti. Gli italiani che ricorrono a trattamenti manuali, chiropratica compresa, sono più di quattro milioni. Già oggi, in diversi istituti convenzionati è possibile, pagando un ticket, sottoporsi a “manipolazioni vertebrali” eseguite da un chiropratico su indicazione di un fisiatra o di un ortopedico. Ora probabilmente aumenteranno i centri ospedalieri in gradi di offrire trattamenti chiropratici, cui ci si potrà sottoporre senza l’intermediazione di altri specialisti.

di Antonella Sparvoli – Corriere della Sera – Domenica 13 gennaio 2008